Four Poems by Dorin Popa
9Μαρ
Four Poems by Dorin Popa
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Ποιήματα
Α!Η ΒΕΝΕΤΙΑ[στον Καρυωτάκη]
Το περιστύλιο στο παλάτι των δογήδων
Ο χρυσοποίκιλτος να λάμπει
στο ημίφως Αγιος Μάρκος
Η πιό περίφημη να βρίθει απο περιστέρια
Πλατεία του κόσμου
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I poveri viaggiano. Alla stazione delle corriere
allungano il collo come anatre per guardare
le insegne dei pullman. E i loro sguardi
sono quelli di chi ha paura di perdere qualcosa:
la valigia che custodisce una radio a pile e un giaccone
che ha il colore del freddo in un giorno senza sogni,
il panino di mortadella in fondo alla borsa,
e il sole di suburbio e polvere oltre i viadotti.
Fra il rumore degli altoparlanti e lʼansare delle corriere
hanno paura di perdere la loro corsa
nascosta nella nebbia degli orari.
Quelli che sonnecchiano nelle panche si svegliano spaventati,
sebbene gli incubi siano un privilegio
di coloro che nutrono le orecchie e il tedio degli psicanalisti
in studi asettici come il cotone che chiude il naso dei morti.
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lei era lì colla faccia lacrimosa
lei era lì guardava era guardata
poi precipitò pesante in terra
noi eravamo a leggere poco lontano
noi dovevamo spazzare pulire per terra
e non potevamo non posso farci niente
se tu cadi per terra lacrimosa
e raccattò il coltello con uno scatto
che stava in terra e prese a colpire in giro
qualcosa i corpi di vento minacciosa
ma erano le lacrime in faccia in gola
noi eravamo a fissare poco lontano
ma dovevamo pulire e andar via quasi subito
il suo compagno triste già rinchiuso
mai filmato mai parlante mai muto
se ci si sposta e si cambia lʼangolatura
se diventa fraterna da Gesù 2
la macchina da presa rivoltala contro
la macchina è da prendere e rivoltare
lʼhanno accolta i camici gli addetti
vistosi e incaricati insaccata lʼimbucano
tutti con le gambe metà dentro terra
una veduta scritta abituale e ignota
e nota che non si nota ma da annotare
che lei era lì faccia lacrimosa poi cadde
eccetera la terra eccetera poco lontano
(da: “Gli alleati viaggiatori”, Mondadori 2001)
Giancarlo Majorino è nato nel 1928 a Milano, dove vive. È poeta, critico letterario e docente di estetica. Vincitore di vari premi letterari, autore di testi teatrali, è stato cofondatore e responsabile della rivista “Il corpo” e cofondatore e direttore della rivista di poesia “incognita”. È certamente uno dei maggiori poeti italiani, tradotto in tutto il mondo. Importantissime, originali e coraggiose le sue antologie sulla poesia italiana contemporanea (Poesia e realtà). Suoi testi e saggi interpretativi sono apparsi sulle più importanti riviste italiane e straniere. Tra gli ultimi suoi libri di poesia, Gli alleati viaggiatori (Mondadori, 2001), Prossimamente (primo volume di un mitico e interminabile poema al quale lavora da decenni).
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Posso creare qualunque cosa
quando mi immergo
in questo atto solitario
e con “creare” intendo
che posso restar seduto e lasciare
che qualunque cosa si sollevi si alzi e
cada dalle mie dita
sulla pagina. Non si tratta di un trucco,
né si tratta esattamente di una disciplina.
Mi piace questo star solo. Forse
più di ogni altra cosa. Più
persino di te. È come essere
chiaramente vivo
e allo stesso tempo morto.
Un ronzio nel mio orecchio
mi ricorda anche che
persino un robot ha orecchi.
Sto sulla riva di questo fiume
in una scena naturale
quanto qualsiasi cosa che spinga la mia penna
attraverso lʼacqua. Sono anche
sul ponte e sto per saltare.
Nulla mi può aiutare, e
lo fa. Atterro nel tempo
da cui ho tanto cercato di fuggire.
Nulla è rimasto lassù
che mi spinga in avanti. Non posso scrivere
unʼaltra parola senza baciare
il fantasma di me stesso sul culo
nelle tenebre che hanno il sapore
di domani con le mani
alzate, che si arrende allʼalba
con i denti in un bicchiere
di acqua trasparente. Ve lʼho detto:
posso creare qualunque cosa,
incluso queste vecchie labbra.
(2004)
Traduzione di Raffaella Marzano
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