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Ακαδημία Ποιείν

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Γεώργιος Θ. Δρανδάκης, Ποιήματα

Ποιήματα

Α!Η ΒΕΝΕΤΙΑ[στον Καρυωτάκη]

Το περιστύλιο στο παλάτι των δογήδων

Ο χρυσοποίκιλτος να λάμπει

στο ημίφως Αγιος Μάρκος

Η πιό περίφημη να βρίθει απο περιστέρια

Πλατεία του κόσμου

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Ledo Ivo, I poveri alla stazione delle corriere

ledo_ivo.jpg

I poveri viaggiano. Alla stazione delle corriere

allungano il collo come anatre per guardare

le insegne dei pullman. E i loro sguardi

sono quelli di chi ha paura di perdere qualcosa:

la valigia che custodisce una radio a pile e un giaccone

che ha il colore del freddo in un giorno senza sogni,

il panino di mortadella in fondo alla borsa,

e il sole di suburbio e polvere oltre i viadotti.

Fra il rumore degli altoparlanti e lʼansare delle corriere

hanno paura di perdere la loro corsa

nascosta nella nebbia degli orari.

Quelli che sonnecchiano nelle panche si svegliano spaventati,

sebbene gli incubi siano un privilegio

di coloro che nutrono le orecchie e il tedio degli psicanalisti

in studi asettici come il cotone che chiude il naso dei morti.

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Giancarlo Majorino, lei era lì colla faccia lacrimosa…

giancarlo_majorino.jpg


lei era lì colla faccia lacrimosa

lei era lì guardava era guardata

poi precipitò pesante in terra

noi eravamo a leggere poco lontano

noi dovevamo spazzare pulire per terra

e non potevamo non posso farci niente

se tu cadi per terra lacrimosa

e raccattò il coltello con uno scatto

che stava in terra e prese a colpire in giro

qualcosa i corpi di vento minacciosa

ma erano le lacrime in faccia in gola

noi eravamo a fissare poco lontano

ma dovevamo pulire e andar via quasi subito

il suo compagno triste già rinchiuso

mai filmato mai parlante mai muto

se ci si sposta e si cambia lʼangolatura

se diventa fraterna da Gesù 2

la macchina da presa rivoltala contro

la macchina è da prendere e rivoltare

lʼhanno accolta i camici gli addetti

vistosi e incaricati insaccata lʼimbucano

tutti con le gambe metà dentro terra

una veduta scritta abituale e ignota

e nota che non si nota ma da annotare

che lei era lì faccia lacrimosa poi cadde

eccetera la terra eccetera poco lontano

(da: “Gli alleati viaggiatori”, Mondadori 2001)

Giancarlo Majorino è nato nel 1928 a Milano, dove vive. È poeta, critico letterario e docente di estetica. Vincitore di vari premi letterari, autore di testi teatrali, è stato cofondatore e responsabile della rivista “Il corpo” e cofondatore e direttore della rivista di poesia “incognita”. È certamente uno dei maggiori poeti italiani, tradotto in tutto il mondo. Importantissime, originali e coraggiose le sue antologie sulla poesia italiana contemporanea (Poesia e realtà). Suoi testi e saggi interpretativi sono apparsi sulle più importanti riviste italiane e straniere. Tra gli ultimi suoi libri di poesia, Gli alleati viaggiatori (Mondadori, 2001), Prossimamente (primo volume di un mitico e interminabile poema al quale lavora da decenni).

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Jack Hirschman, Questo atto solitario

Jack Hirchman
Posso creare qualunque cosa
quando mi immergo
in questo atto solitario

e con “creare” intendo
che posso restar seduto e lasciare
che qualunque cosa si sollevi si alzi e

cada dalle mie dita
sulla pagina. Non si tratta di un trucco,
né si tratta esattamente di una disciplina.

Mi piace questo star solo. Forse
più di ogni altra cosa. Più
persino di te. È come essere

chiaramente vivo
e allo stesso tempo morto.
Un ronzio nel mio orecchio

mi ricorda anche che
persino un robot ha orecchi.
Sto sulla riva di questo fiume

in una scena naturale
quanto qualsiasi cosa che spinga la mia penna
attraverso lʼacqua. Sono anche

sul ponte e sto per saltare.
Nulla mi può aiutare, e
lo fa. Atterro nel tempo

da cui ho tanto cercato di fuggire.
Nulla è rimasto lassù
che mi spinga in avanti. Non posso scrivere

unʼaltra parola senza baciare
il fantasma di me stesso sul culo
nelle tenebre che hanno il sapore

di domani con le mani
alzate, che si arrende allʼalba
con i denti in un bicchiere

di acqua trasparente. Ve lʼho detto:
posso creare qualunque cosa,
incluso queste vecchie labbra.

(2004)

Traduzione di Raffaella Marzano

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