COMUNICATO-INVITO

Importante, ultimo appuntamento dellʼanno, a Casa della poesia: domenica 17 dicembre alle 21,00 si terrà la presentazione-reading-conferenza per il libro di Sinan Gudžević “Epigrammi romani”.

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A presentare il libro e a parlare di Sinan Gudžević, una presenza davvero straordinaria, Predrag Matvejević, un amico di Casa della poesia e uno dei più grandi intellettuali europei.

Tutti gli amici che frequentano Casa della poesia e i suoi progetti hanno già avuto modo di apprezzare e ammirare Sinan Gudžević, la sua enorme qualità letteraria, la sua forza comunicativa, la sua ironia, l’incredibile cultura e lʼineguagliabile capacità di racconto.

Sinan Gudžević è un ponte reale tra il nostro paese e i Balcani. Senza di lui non sarebbe stato così amato in Italia il grande Izet Sarajlić, non sarebbero stati possibili gli Incontri internazionali di poesia di Sarajevo, e così tanti altri legami ormai fortissimi tra Casa della poesia e il mondo della ex-Yugoslavia, tra il nostro territorio e quel mondo “ex”.

Renato Costarella al pianoforte parteciperà al reading.

Casa della poesia è un progetto di Multimedia Edizioni, supportato dalla Provincia di Salerno e dal Comune di Baronissi.

Informazioni: Tel. 089/951621 – 347/6275911

Domenica 17 dicembre 2006 – ore 21,00

Casa della poesia
Astrolabio Biblioteca–Mediateca
Convento francescano della SS. Trinità, Baronissi (Salerno)

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Sinan
Gudzevic

Predrag Matvejevic Sinan Gudžević
EPIGRAMMI ROMANI

Prefazione di Boris A. Novak
Traduzioni di Sinan Gudžević e Raffaella Marzano
Collana “Poesia come pane”
ISBN: 88-86203-18-7
Anno: 2006
Pagine: 80
Formato: 15 x 21 cm
Testo a fronte
12 euro

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Sinan Gudžević è ormai una leggenda. Nelle letterature dei Balcani, della Mitteleuropa e del Mediterraneo non c’è nessuno che anche minimamente possa essere paragonato a Sinan. Sinan è un unicum, un originale. Sinan è una particolarità sui generis.
I fautori dogmatici del concetto di identità – etica, religiosa, ideologica o qualsiasi altra – credono che l’identità sia esclusiva e monolitica. L’esempio di Sinan dimostra proprio il contrario: la paradossale verità di come l’identità sia molteplice, aperta e fluida. Anche l’originalità di Sinan non è una qualità che rappresenti una critica della tradizione in senso avanguardistico, al contrario, essa è il più nobile risultato, il fiore della tradizione. La parola tradizione nel caso di Sinan dobbiamo usarla al plurale: le tradizioni.

– Boris A. Novak

Sinan Gudžević è uno dei rari poeti contemporanei che unisce una vasta cultura moderna a una profonda cultura classica, prevalentemente greco-latina. Questa fusione dà alle sue poesie unʼimpronta straordinariamente originale… La sua poetica è radicata formalmente nellʼepigramma, quel genere letterario, ormai quasi abbandonato, e stilisticamente in un uso molto esigente della litote e della pointe. Nei suoi versi in poche parole egli esprime un mondo, tutto suo, che si innesta poi nel nostro mondo comune.

– Predrag Matvejević

Scritti in distici elegiaci e caratterizzati dal virtuoso gioco musicale reso dallʼinconsueta fusione di arcaismi e neologismi e dalle rime ed assonanze interne, per la loro qualità ritmica, questi epigrammi sono una vera e propria maestria linguistica. Gudžević prende in prestito il tono dei grandi classici per commentare la quotidianità della Roma odierna, vista dagli occhi di un immigrato che porta in tasca il passaporto di un Paese distrutto dalla guerra.

– Asmir Kujović

Proprio per la sua bravura di gioco sia nella «cucina linguistica» che nel mondo totalizzante degli stimoli a prima vista incompatibili e, allo stesso tempo, la sua consueta dedizione alla cosiddetta poetica del concreto, Sinan Gudžević,c ha veramente segnato il goal sul suolo italico! In questa occasione non resisto a non citare due dei suoi brillanti epigrammi calcistico-esistenziali da questo libro, il 75 e il 77. Se lʼabile giocatore di calcetto Sinan avesse giocato per il Partizan contro la Roma, ci sarebbe forse stata qualche probabilità di batterla.

– Igor Lasić

Gudžević sta componendo e sillabando i suoi epigrammi con la più severa disciplina del metro classico, del distico elegiaco. Gli esametri e i pentametri gli scorrono armoniosamente e il rigore del distico gli offre lʼobbligo e la possibilità di esprimere in modo estremamente conciso quello che ha da dire, tendendo sempre alla pointe azzeccata ed efficace.

– Tonko Maroević

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Sinan Gudžević, nato nel 1953 a Grab nella provincia di Novi Pazar in Serbia. Poeta, traduttore, filologo. Ha studiato ingegneria elettrotecnica, filologia classica e metrica antica, come anche lingua e cultura italiana a Belgrado, a Düsseldorf e a Pisa. Ha pubblicato versi su riviste in Jugoslavia, Germania, Stati Uniti, Italia, Francia, Polonia, Romania, e nelle raccolte “Građa za pripovetke” (Materiale per i racconti), Belgrado (1978) e “Rimski epigrami” (Epigrammi romani), Spalato (2001); questi ultimi scritti tutti in distici elegiaci, frutto di suoi soggiorni a Roma. Ha viaggiato molto avendo molti soggiorni in paesi europei e sudamericani. Traduce in serbo-croato poesia classica greca e latina (Anthologia Palatina, Teognide, Callimaco, Gregorio Nazianzeno, Ovidio, Marziale, Properzio) poesie e prose latine medievali, rinascimentali e moderni (Il libro della scala di Maometto, Petrarca, Vives, Giano Pannonio, Pico della Mirandola, Giovanni Pascoli) gli epigrammisti germanici (Opitz, Grob, von Logau, Czepko, Goethe, Schiller, ed altri), russi (Puškin, Vjazemskij), portoghesi (Pessoa).
Ha scritto una serie di testi sulla guerra linguistica serbo-croata. In italiano ha tradotto, insieme con Raffaella Marzano, l’antologia poetica del poeta bosniaco Izet Sarajlić “Qualcuno ha suonato” (vincitore del Premio Moravia 2001). È uno dei poeti fondatori della Casa della poesia e degli “Incontri internazionali di poesia di Sarajevo” dedicati alla memoria di Izet Sarajlić. Vive a Zagabria.

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Predrag Matvejević, nato a Mostar (Bosnia-Erzegovina) da madre croata e padre russo, è stato docente di Letteratura Francese allʼUniversità di Zagabria e di Letterature comparate alla Sorbona di Parigi (Nouvelle Sorbonne-Paris III). È emigrato allʼinizio della guerra nella ex-Jugoslavia scegliendo una posizione “tra asilo ed esilio”: ha vissuto dal 1991 al 1994 in Francia, dal 1994 lavora in Italia. Attualmente è professore ordinario di Slavistica allʼUniversità la Sapienza di Roma, nominato “per chiara fama”.
Tra i suoi libri, tradotti in varie lingue, i più noti in Italia sono: “Epistolario dellʼaltra Europa” (Garzanti 1992), in difesa dei diritti dellʼuomo e, in particolare, degli intellettuali dissidenti di numerosi paesi dellʼEst perseguitati dal potere (Sacharov, Havel, Kundera, Mandelstam, Gotovac, Soldjenicyn, Brodskij, Sinjavskij, ecc.). Per queste “lettere aperte”, scritte in nome di “un socialismo dal volto umano”, in maniera di un Herzen o di un Gogol del ventesimo secolo, fu attaccato dalle istituzioni ufficiali e proclamato lui stesso “dissidente”.
“Breviario Mediterraneo” (prima edizione italiana 1988, ripubblicato in 5 edizioni da Garzanti di cui lʼultima, del 2004, è rivista ed ampliata), il libro ricostruisce in modo narrativo la storia “geopolitica” del Mediterraneo e dei paesi che vi si affacciano: considerato dalla critica come un “saggio poetico”, un “poema in prosa”, un “diario di bordo” o un “romanzo sui luoghi”, “un libro geniale, fulminante, inatteso” secondo Claudio Magris, una “gaia scienza” secondo lo stesso autore, questa opera è tradotta in una ventina di lingue.
Sono tradotti in italiano anche altri libri di Matvejevićʼ: “Sarajevo” (Motta, Milano 1995); “Ex Jugoslavia. Diario di una guerra” (Magma, Napoli 1995), con il prologo di Czeslaw Milosz e lʼepilogo di Josif Brodskij, premi Nobel; “Golfo di Venezia” (Consorzio Venezia Nuova); “Mondo Ex – “Confessioni”” (Garzanti,1996); “Tra asilo ed esilio” (Meltemi, Roma 1998, prefazione di Riccardo Picchio); “Il Mediterraneo e lʼEuropa – lezioni al College de France” (Garzanti, 1998); “I signori della guerra” (Garzanti, 1999); “Isolario mediterraneo” (Motta, Milano 2OOO); “Sul Danubio” (edizione bibliofila: “Le impronte degli uccelli”, Roma 200l); “Compendio dʼirriverenza” (Casagrande, Lugano 2001, prefazione di Rossana Rossanda); “Lo specchio del Mare mediterraneo” (saggio cartografico, Congedo, Lecce 2002).; “LʼAltra Venezia” (Garzanti – Prefazione di Raffaele La Capria); “Unʼeuropa maledetta. Sulle persecuzioni degli intellettuali dellʼEst” (Baldini Castoldi Dalai, Milano 2005).
In Italia, dove vive dal 1994, Matvejevicʼ ha ricevuto il Premio Malaparte (Capri), il Premio Silone (Pescina), il Premio “Boccaccio” (Certaldo), il Premio “Obiettivo Europa” (Milano), il Premio “Marinità” (Roma), il Premio “Fregene”, il Premio Feronia (Roma), il Premio “STREGA” europeo 2003, Premio “Tomizza” (Trieste), Premio “Cultura del mare”(San Felice Circeo 2004), Premio letterario di Salsomaggiore, Premio “Libro del mare” (Sanremo ), Premio “Umberto Saba” (Trieste). Tra i vari altri riconoscimenti internazionali (come il “Prix du meilleur livre étranger”, 1993 a Parigi e “Premio Europeo” a Ginevra, 1992); il governo francese gli ha consegnato la Légion dʼhonneur. Il Presidente della Repubblica italiana gli ha concesso la cittadinanza per “la sua opera, accolta con grande favore nei più diversi paesi, che rappresenta il tramite fondamentale tra le tradizioni culturali dellʼarea balcanica con la civiltà europea”. Le Universitaʼ di Trieste e di Genova gli hanno conferito le Lauree honoris causa.
Predrag Matvejević è presidente del Comitato Internazionale della Fondazione Laboratorio Mediterraneo di Napoli, vice presidente dellʼAssociazione mondiale degli scrittori P.E.N. Club e membro fondatore dellʼAssociazione Sarajevo a Parigi e a Roma, consulente per il Mediterraneo nel Gruppo dei Saggi della Commissione europea e membro del World Political Forum di Michail Gorbaciov.

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