
Sinan Gudzevic è il vero ponte tra il nostro paese e quelli della ex-Yugoslavia: infaticabile, disponibile, generoso.
Invitiamo quindi tutti gli amici, gli appassionati e le istituzioni disponibili ad organizzare per lui e per questo libro incontri, seminari, presentazioni, letture nelle vostre città.
Aspettiamo con fiducia un vostro cenno.
Raffaella Marzano Sergio Iagulli
SINAN GUDZEVIC
Epigrammi Romani
Prefazione Boris Novak
80 pagg.
Euro 15,00
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I fautori dogmatici del concetto di identità – etica, religiosa, ideologica o qualsiasi altra – credono che l’identità sia esclusiva e monolitica. L’esempio di Sinan dimostra proprio il contrario: la paradossale verità di come l’identità sia molteplice, aperta e fluida. Anche l’originalità di Sinan non è una qualità che rappresenti una critica della tradizione in senso avanguardistico, al contrario, essa è il più nobile risultato, il fiore della tradizione. La parola tradizione nel caso di Sinan dobbiamo usarla al plurale: le tradizioni.
– Igor Lasic
Multimedia Edizioni / Casa della poesia
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Italia
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Sinan Gudžević, nato nel 1953 a Grab nella provincia di Novi Pazar in Serbia. Poeta, traduttore, filologo. Ha studiato ingegneria elettrotecnica, filologia classica e metrica antica, come anche lingua e cultura italiana a Belgrado, a Düsseldorf e a Pisa. Ha pubblicato versi su riviste in Jugoslavia, Germania, Stati Uniti, Italia, Francia, Polonia, Romania, e nelle raccolte Građa za pripovetke (Materiale per i racconti), Belgrado (1978) e Rimski epigrami (Epigrammi romani), Spalato (2001); questi ultimi scritti tutti in distici elegiaci, frutto di suoi soggiorni a Roma. Ha viaggiato molto avendo molti soggiorni in paesi europei e sudamericani. Traduce in serbo-croato poesia classica greca e latina (Anthologia Palatina, Teognide, Callimaco, Gregorio Nazianzeno, Ovidio, Marziale, Properzio) poesie e prose latine medievali, rinascimentali e moderni (Il libro della scala di Maometto, Petrarca, Vives, Giano Pannonio, Pico della Mirandola, Giovanni Pascoli) gli epigrammisti germanici (Opitz, Grob, von Logau, Czepko, Goethe, Schiller, ed altri), russi (Puškin, Vjazemskij), portoghesi (Pessoa).
Ha scritto una serie di testi sulla guerra linguistica serbo-croata. In italiano ha tradotto, insieme con Raffaella Marzano, l’antologia poetica del poeta bosniaco Izet Sarajlić Qualcuno ha suonato (vincitore del Premio Moravia 2001). È uno dei poeti fondanti della Casa della poesia ed anche degli “Incontri internazionali di poesia di Sarajevo” dedicati alla memoria di Izet Sarajlić. Vive a Zagabria.









