Essere una goccia

di Dane Zajc

Essere una goccia sul tuo petto,

essere una goccia chiara e pulita

sulla pelle assetata,

essere una goccia inquieta

sul seno bruciante,

essere una goccia assorbita dal tuo corpo.

Essere uno sterpo nel tuo fuoco,

essere un fuoco divampante nel tuo fuoco,

essere un grande fuoco

nel fuoco della tua vita,

ardere, ardere, consumarmi

e ridurmi in cenere che il soffio

della tua passione disperde,

non provare più niente, non desiderare più niente.

Solo nell’annientamento c’è pace e amore,

solo nell’annientamento c’è infinita fedeltà,

le cose morte amano con la pace dell’eternità,

oh, essere una roccia nel campo

del tuo amore.

Amo questo tempo

di Dane Zajc

Amo questo tempo

quando la fiamma dal focolare

traccia sul soffitto e sulle pareti

antiche immagini di pace.

E i tuoi sussurri.

Come se il pensiero dialogasse

col pensiero.

Come se il pensiero guardasse

in faccia al pensiero

sorridendo

con gli occhi.

Amo questo tempo

quando la brace nel focolare pian piano si spegne

e due corpi

si accasciano, avvinti in un abbraccio,

sotto le ombre silenziose

che su di loro congiungono

le mani benigne.

(Traduzione di Jolka Milič)

Il poeta, drammaturgo e saggista Dane Zajc, scomparso il 20 di ottobre, è nato nel 1929 a Zgornja Javorščica presso Moravče e ha vissuto a Ljubljana (Slovenia) dove è stato bibliotecario fino al pensionamento. Ha scritto poesia, drammi poetici e saggi. Anche poesie, teatro e favole per l’infanzia. Ha pubblicato una quarantina di libri, tra cui le raccolte di poesia: Požgana trava (Erba bruciata), 1958; Jezik iz zemlje (Lingua di terra), 1961; Ubijavci kač (Uccisori di serpenti), 1968; Glava sejavka (La testa seminatrice), 1971; Pesmi (Poesie), 1973, rist. 1976, 1979; Rožengruntar (Fioricultore), 1975; Si videl (Hai visto), 1979, rist. 1998; Kepa pepela (Grumo di cenere), 1984; Zarotitve (Scongiuri), 1985; Krokar (Il corvo – edizione di lusso in dieci lingue, con dodici incisioni del pittore Jože Tisnikar), 1997 e Dol dol (Giù giù), 1998. Tradotto in moltissime lingue (in italiano Fuoco e cenere, traduzione di J. Milič, Slovene Writers’ Association, 2004), ha ottenuto vari premi poetici e letterari, tra cui è degno di menzione il prestigioso premio Prešeren. Socio dell’Accademia slovena delle scienze ed arti, è stato in settembre, insieme al fisarmonicista Janez Škof, tra i protagonisti di “Napolipoesia nel Parco”.
——————————————————————————–