Nei giorni 13, 14 e 15 ottobre 2006 si svolgerà la quinta edizione degli “Incontri internazionali di poesia di Sarajevo”.
Insieme a questi, altri enti e piccoli sponsor, una serie di organismi stranieri di vari paesi che ogni anno consentono la realizzazione di questo piccolo miracolo internazionale (Ministerio de Education, Cultura y Deporte. Dirección General del Libro, Archivos y Bibliotecas, Madrid; International Writers Program, Foundation for the Production and Translation of Dutch Literature, Amsterdam; Slovenski Center P.E.N.; National Book Centre of Greece). Partecipano anche altre istituzioni presenti in città: Ambasciata di Spagna, Centre André Malraux, Società Dante Alighieri, UTL – Cooperazione italiana. Infine l’UPi Banka-Banca Intesa e la SOL di Monza.
Gli Incontri internazionali di poesia di Sarajevo stanno pian piano conquistato uno spazio importante nel panorama poetico internazionale. Lʼevento poetico, dedicato a Izet Sarajlić, Presidente onorario di Casa della poesia, scomparso nel maggio 2002, è nato per realizzare quello che negli ultimi anni era stato il sogno del grande poeta bosniaco, riportare, dopo la tragedia della guerra e dellʼassedio, la grande poesia internazionale a Sarajevo.
A più dieci anni dalla fine degli orrori della guerra acquista un valore simbolico e politico, ricollocare la capitale bosniaca in un progetto che, attraverso la poesia, ha come centralità una cultura dellʼincontro, della conoscenza, dello scambio e della fratellanza.
Le prime edizioni sono state anche una sorta di “elaborazione del lutto” da parte di Casa della poesia che aveva perso improvvisamente uno dei suoi rappresentanti più prestigiosi e trascinanti. E dato che “anche i versi sono contenti quando la gente si incontra” (versi di Izet che sono diventati il tratto distintivo del lavoro di Casa della poesia) abbiamo provato a costruire questo evento proprio utilizzando come cuore pulsante lʼidea della poesia come luogo dʼincontro. E il luogo ideale era certamente la sua città: Sarajevo, città simbolo della convivenza fra popoli, prima; città martire e simbolo dello scontro tra popoli, dopo. Una città nella quale lʼurgenza di ricostruire “momenti di incontro” precedeva quella della ricostruzione concreta.
Izet Sarajlić, è stato un compagno straordinario e indimenticabile. È lui che ha sempre incoraggiato il lavoro di costruzione di questa sorta di “grande famiglia” che è il circuito di Casa della poesia. Sono indimenticabili le sue letture italiane a Roma, Salerno, Baronissi, Napoli, Amalfi, Pistoia, Trieste, Genova, Reggio Emilia. Sono per noi ricordi commoventi e incancellabili la sua gioia quando venne alla luce il suo libro italiano Qualcuno ha suonato, quando per esso ha ricevuto a Roma il Premio Moravia 2001, quando la città di Salerno ha voluto tributargli quella cittadinanza onoraria che lo ha reso orgoglioso e felice.
Lo ricordiamo dunque ogni anno nella sua città, con la poesia e con i poeti, provando a farlo senza retorica, come lui avrebbe voluto, ricordando la sua ironia e la sua malinconia, le sue poesie e le sue canzoni.
Ecco le prestigose e straordiarie partecipazioni allʼedizione 2006:
Antonio Carvajal (Spagna), Michel Cassir e Claudia Christiansen (Libano/Francia), Milo De Angelis (Italia), Tommaso Di Francesco (Italia), Sinan Gudzevic (Serbia/Croazia), Barbara Korun (Slovenia), Ivo Machado (Portogallo), Devorah Major (Stati Uniti), Fadila Nura Haver (Bosnia), Josip Osti (Bosnia/Slovenia), Sotirios Pastakas (Grecia), Martin Reints (Olanda), Abdullah Sidran (Bosnia), Vojo Sindolic (Croazia), Vicente Valero (Spagna), Marko Vesovic (Montenegro/ Bosnia), Mehmet Yashin (Cipro). I musicisti: Marco Collazzoni, Riccardo Morpurgo, Luca Colussi, Almir Nezic. E ancora Sergio Iagulli, Raffaella Marzano, Francesco Napoli, Zero Teatro.
Sono tutti insieme e con tanti altri quella “grande famiglia poetica” che Izet aveva nel cuore e che ci ha insegnato ad amare.
Verrà di nuovo utilizzato il vecchio e glorioso cinema-teatro Kino Bosna, diventato un vero riferimento della comunità italiana (e non solo) di Sarajevo, in unʼatmosfera ed unʼintensità inusuali per letture di poesia, segno forte di solidarietà, amicizia, affetto, condivisione, scambio.
Nella inaugurazione avremo lʼonore e il piacere di avere il saluto dellʼAmbasciatore italiano S.E. Alessandro Fallavollita, il Sindaco di Sarajevo, Sig.ra Semiha Borovac, e tante altre istituzioni e personalità “amiche”.
Tutta la manifestazione (tutti i testi sono tradotti) è realizzata nelle due lingue (locale ed italiano). Si tratta di una vera impresa che non sarebbe possibile senza lʼaiuto di molti e senza lʼenorme lavoro, la dedizione, lʼimpegno di Sinan Gudžević.
Riproposto un documento straordinario: il video di Marina e Andreas Achenbach, “Izet Sarajlić, Sarajevo, febbraio 1994″, girato a Sarajevo durante lʼassedio nel quale i due giornalisti tedeschi, visitano il poeta nella sua casa e registrano una commovente lettera a voce indirizzata allʼamico poeta Sinan Gudžević. È il quel momento lʼunico modo di comunicare e una drammatica e toccante testimonianza.
Nel corso della manifestazione documenti e interventi dedicati a Giuseppe Ungaretti (la grande poesia italiana), Samuel Beckett (per il centenario della nascita), Allen Ginsberg (cinquantʼanni della pubblicazione del mitico “Howl”), “Le coquille e le clergyman” di Germane Dulac su sceneggiatura di Antonin Artaud (a proseguire un percorso sul “cinema di poesia”).
Le poesie di Izet Sarajlic saranno protagoniste della visita alla Biblioteca di Sarajevo, monumento simbolo della tragedia balcanica.
La quinta edizione degli Incontri internazionali di poesia di Sarajevo può considerarsi la chiusura di un ciclo, un progetto che in cinque anni ha provato a portare a Sarajevo i grandi nomi della poesia internazionale. Questo piccolo miracolo della volontà e dellʼaffetto termina con il termine della missione diplomatica del Prof. Gianluca Paciucci, straordinario compagno di viaggio che con noi ha ideato e fortemente voluto questo evento. Ma segna anche l’inizio di un nuovo ciclo che ci auguriamo consenta, negli anni a venire, che gli Incontri internazionali di poesia di Sarajevo, ormai riconoscibili e riconosciuti nel panorama internazionale dei festival di poesia proseguano e si consolidino come un indiscutibile, importante, momento “poetico”, e come un ponte tra lʼEuropa e i Balcani, un momento di incontro, di conoscenza e di scambio tra culture, lingue, religioni.
Raffaella Marzano Sergio Iagulli
Baronissi/Sarajevo, 2 ottobre 2006









