La casa del tramonto
“ridiventa straccio e il più povero ti sventoli”
– Pier Paolo Pasolini, “Alla bandiera rossa”
Poggio la mia bocca sulla tua miseria, New Orleans,
inondata e inzuppata di morte.
Qui giace: enormi mucchi di bugie sulla guerra, questa prigione
cimitero galleggiante grida di rabbia
al respiro finale. Qui, allʼultimo delta,
Desiderio disteso sul fianco, è derubato, e girato
sottosopra dal suo stesso governo, e soffocato.
Lʼestate è finita e la vita è morta,
e ʽround midnight tutte le speranze sono saccheggiate.
Nessuno verrà fuori pulito da Katrina
a New Orleans in questa
Casa del Tramonto che sta affondando.
Corpi così neri e così blu perché hanno amato
chi non gli avrebbe sputato sulle scarpe se avessero avuto
bisogno di una lucidata. Figuriamoci qualche spicciolo. O acqua.
America, sei sempre stata terra bruciata
nelle nostre bocche, sempre un battesimo di merda,
sempre una pioggia di disastro che scorre
lungo i vetri dei nostri occhi infranti.
Ora i nostri stracci sono i più laceri,
il nostro jazz il più triste, i nostri poveri i più poveri
che si possano portare al mercato delle pulci dellʼanima.
Ora che tutto è perduto e cʼè soltanto il nulla
da perdere… “Viva il coraggio
e il dolore e lʼinnocenza dei poveri!”
La vera bandiera è a brandelli.
Cominciamo a sventolarla.
(2005)
The House of the Setting Sun
“become a rag again and the poorest will wave you”
– Pier Paolo Pasolini, “To the Red Flag”
Jack Hirschman
I put my mouth to your misery, New Orleans,
inundated and soaking with death.
Here lies: war lies piled so high, this floating
prison of a cemetery cries out of rage
at the end of its breath. Here, in the last delta,
Desire lies on its side, is rolled, and rolled
over upon by its own government, and crushed.
Summertime is over and the livinʼ is dead,
and ʽround midnight all hopes are looted.
No one will come clean of the Katrina
of New Orleans in this sinking
House of the Setting Sun.
Bodies so black and so blue from loving
what wouldnʼt spit on their shoes if they
needed a shine. Let alone a dime. Or water.
America, you were always scorched earth
in our mouths, always a baptism of crap,
always a rain of disaster streaming
down the panes of our broken eyes.
Now our rags are the most torn,
our jazz the most blue, our poor the poorest
that can be worn in the soulʼs thrift-shop.
Now that all is lost and thereʼs only nothing
to lose…”Long live the courage
and the sorrow and the innocence of the poor!”
The real flagʼs in tatters.
Begin to wave it.
(2005)
(Traduzione di Raffaella Marzano)
Jack Hirschman, è uno dei maggiori poeti americani contemporanei. Nato il 13 dicembre del 1933, nel Bronx a New York, è poeta, scrittore, pittore, traduttore, attivista politico a favore dei poveri e degli emarginati. Ha pubblicato, tra poesia, saggi, traduzioni, antologie, più di 130 libri. Espulso, per la sua attiva opposizione alla guerra del Vietnam, dallʼUniversità di Los Angeles dove insegnava, è diventato membro del CLP (Communist Labor Party) e poi delle sue successive trasformazioni. Ha attraversato il movimento della beat-generation distaccandosene per un diverso modo di intendere lʼimpegno politico. Membro trainante della Union of Left Writers, fondatore e redattore della rivista internazionale Compages, redattore di Left Curve, del Peopleʼs Tribune, ha anche una ampia attività di traduttore (Pasolini, Scotellaro, Paul Laraque, Antonin Artaud, Mallarmé, Roque Dalton, Celan, ecc.). Vive tra gli Stati Uniti, lʼInghilterra, lʼItalia. Ha pubblicato con Multimedia Edizioni, Soglia Infinita (1993) e Arcani (1999) e nel 2004 12 Arcani e Volevo che voi lo sapeste. Casa della poedia sta per pubblicare (in inglese) la monumentale e completa raccolta dei suoi “Arcani”.
——————————————————————————–
“Poesie come pane” (l’invio alla nostra mailing list di poesie di autori legati alla Casa della poesia) nasce in occasione del decimo anno di attività della nostra organizzazione.









