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Prodigio
a Marcia Scantlebury
di Carmen Yañez
Se in quei giorni di ottobre
e di bende nere
quando davvero la paura
mordeva la carne
e noi custodivamo nomi
nelle pieghe del sudore.
Ti avessi toccato la fronte oltraggiata
per curarti la ferita con lʼacqua che oggi ci unisce
non mi avresti creduto.
Mai fummo più vicine alle rose
Ti ricordi quelle rosse
che paradossalmente crescevano lì,
nel cuore stesso del dolore?
Belle rose…
delle quali ci fu negato
il favore del profumo
ma non le tristi spine.
Se in quei giorni di ottobre
a Villa Grimaldi
quando neanche il mio olfatto
mi diceva che ti saresti svegliata,
Marcia,
ti avessi parlato
solo per consolarti
per curarti la ferita del viso
per liberare lʼaria da un brutto sogno
per volgere lo sguardo allʼindietro
prendendo il tempo per le corna
e ricostruire la tela di cipolla
che ci coprì
fino ad allora.
Se ti avessi fatto una promessa,
se avessi predetto
un invito,
in una città lontana, bella
San Marco, Venezia
la città del ritrovarsi
prodigioso.
Non mi avresti creduto.
Non mi avresti creduto
perché la morte batteva le ali
là fuori
e la bontà taceva.
(Traduzione di Raffaella Marzano)
Carmen Yáñez, nata nel 1952 a Santiago del Cile, in seno a una famiglia operaia, nel 1975 scompare nelle mani della polizia politica di Pinochet. Incredibilmente scampata allʼinferno di Villa Grimaldi (la casa segreta della polizia politica), rimane in clandestinità finché nel 1981, via Argentina e sotto la protezione dellʼONU, si rifugia in esilio in Svezia. In Svezia Carmen Yáñez inizia a pubblicare la sua poesia. Nel 1982 esce la raccolta “Cantos del camino” e, negli anni successivi, le sue poesie appariranno su riviste svedesi (Signor, Ada, Invandraren) e tedesche (Viento sur). Pubblica i trittici “Al aire” (1989) e “Remanso” (1992). Durante la sua permanenza in Svezia, partecipa alla creazione di vari laboratori letterari. Dapprima il laboratorio Losche (1986-88) e in seguito “Transpoetas” e “Madrigal”, ai quali è tuttora legata. Dal 1990 la sua poesia comincia a essere pubblicata anche in Cile. Nel 1997 si trasferisce in Spagna, insieme a suo marito lo scrittore Luis Sepúlveda, e stabilisce la sua residenza nelle Asturie, in quella che lei stessa definisce una ricerca delle proprie radici. Ha pubblicato in Italia due volumi, editi da Guanda: “Paesaggio di luna fredda” (1998) e “Abitata dalla memoria” (2001). Ha partecipato a: Lo spirito dei luoghi (2000), Sidaja (2001), Poesia contro la guerra (2001), Il cammino delle comete (2002), Napolipoesia (2001, 2002), Incontri internazionali di poesia di Sarajevo (2002).
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