Jack Hirschman
VOLEVO CHE VOI LO SAPESTE
a cura di Raffaella Marzano e Sergio Iagulli
Traduzioni di Raffaella Marzano

Collana “Altre Americhe”
ISBN: 88-86203-19-5
Anno: 2004
Pagine: 200
Formato: 15 x 21 cm
Testo a fronte
15 euro

Le poesie raccolte in questo volume propongono una selezione da più di 50 anni di scrittura e rappresentano un vero viaggio nel corpus poetico di Jack Hirschman. Dagli anni ʼ50, dove, pur nellʼoriginalità della scrittura, sono riscontrabili le influenze giovanili, le letture dei primi anni (Crane soprattutto) e la tendenza a una scrittura creativa e sperimentale (si è laureato con una tesi su Joyce), si prosegue nelle decadi successive dove emergono i temi e gli strumenti letterari, culturali e politici fondamentali per il grande poeta statunitense (il surrealismo, la cabala, la cultura yiddish, Mayakovsky, Hemingway, Artaud, Ginsberg, il jazz, la generazione beat, il comunismo).

Fondamentale lʼincontro con il marxismo e lʼimpegno politico e la conseguente la capacità di commuoversi e di partecipare concretamente alle povertà e ai disagi dei più deboli nelle periferie degradate dellʼimpero o in qualsiasi altra parte del mondo. I testi più apertamente politici, si affiancano a bellissime poesie dʼamore (per le donne della sua vita, per la madre, per gli amici più cari), conservando unʼinaspettata e originale unità. Molte le poesie dedicate alla vita di strada e alla umanità varia che la frequenta, rapidi bozzetti nei quali entrano i protagonisti dellʼ”incubo americano”, unʼumanità esclusa, dolente e sofferente nel cuore dell’opulento occidente. Avvicinandoci ai nostri giorni la scrittura di Hirschman è sempre più libera, più creativa e i temi contemporanei a lui più cari si evidenziano, si espandono, esplodono in invenzioni limpidissime. Lʼirruzione nel nuovo millennio è vista e descritta come una sorta di furente colpo di coda di una civiltà occidentale in agonia, senza controllo e in preda ad una arrogante frenesia autodistruttiva. Dopo il crollo dei muri e dellʼaltro impero, Hirschman non può esimersi dal gridare con forza il suo sdegno e la sua rabbia per le persistenti ingiustizie del mondo, continuando però ad avere fiducia negli uomini e nella poesia.

Jack Hirschman è nato il 13 dicembre del 1933, nel Bronx a New York. Poeta, scrittore, pittore, traduttore, attivista politico a favore dei poveri e degli emarginati, ha pubblicato, tra poesia, saggi, traduzioni, antologie, più di 100 libri. Espulso, per la sua attiva opposizione alla guerra del Vietnam, dallʼUniversità di Los Angeles, dove insegnava è diventato membro del CLP (Communist Labor Party) e poi delle sue successive trasformazioni. Ha attraversato il movimento della beat-generation distaccandosene per un diverso modo di intendere lʼimpegno politico. Membro trainante della Union of Left Writers, fondatore e redattore della rivista internazionale Compages, redattore di Left Curve, del Peopleʼs Tribune, ha anche una ampissima attività di traduttore (Pasolini, Scotellaro, Paul Laraque, Antonin Artaud, Mallarmé, Roque Dalton, Celan, ecc.). Vive tra gli Stati Uniti, lʼInghilterra, lʼItalia. Ha pubblicato con la Multimedia Edizioni, Soglia Infinita (1993) e Arcani (2000) e nel 2004, 12 Arcani e Volevo che voi lo sapeste.

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JACK HIRSCHMAN

Madre

Non siamo in questo mondo

tanto tempo fa

ebbe fine:

il mondo la guerra la guerra mondiale.

Ti tenni per mano

per attraversarlo

la più piccola mano, la più piccola stella.

Non ti muovesti, poi

io ero morta, poi eri morto tu.

Nella bocca aperta del dolore

cʼè una candela.

Non sono col mio respiro,

sono il lento squamarsi

della pelle

e tutto quello che tutte le morti

che ho visto è registrato

nei miei occhi.

Sono stata un albero che ride

accanto a una stufa

di banane mielate,

sono stata una volpe argentata

e lʼeleganza dei tacchi a spillo,

sono stata quello

che ti ha buttato giù

e le parole che cerchi,

sono stata vittima di sputi

e di stupri,

il caduto e lʼinvincibile,

la cagna delle lune,

la frustata della compassione

dietro la droga delle puttane,

il filo rosso

che libera tutti i prigionieri,

il ditale che bilancia

i tuoi bicchierini,

la kalimba che avvolge

i tuoi incubi in ninnananne,

il potere della nascita

quando un bambino muore.

Non siamo in questo mondo

tanto tempo fa

ebbe fine:

il mondo la guerra la guerra mondiale.

Ti tenni per mano

per attraversarlo

la più piccola mano, la più piccola stella.

Perché dovrei piangere ora, ora

che sei entrato nelle tenebre?

Molti come me sono intorno a te.

Il nostro etere è infinito.

Non dovessimo parlare di nuovo

tu scriverai la nostra conversazione.

Dovesse la mia voce non bastare al tuo cuore

(ma questo è impossibile,

sei ancora così piccolo,

sto piangendo alla finestra),

altre voci la solleveranno

e la porteranno al centro

del tuo respiro.

O mio caro, quando scoppiasti in fiamme,

quando le tue ossa si riempirono di bolle,

in quel preciso istante,

chi guidò i semi in un rapido

torrente di cosce e gravò

di gloria le uova bramose?

Quando crescesti da sillabario

a testo di rabbia

per tutta lʼingiustizia di questo

inferno dei grandi profitti,

quando la tua mente fu spezzata,

quando il tuo sesso fu diviso

come la Corea, il Vietnam,

come il Nord e il Sud,

quando i veleni vennero con piacere

e lʼantidoto era morto,

chi sferzò lʼaria

come se torcesse il collo a una gallina?

chi strappò le penne e le lanciò

per attutire la tua caduta?

Io sono la creatura che corre lungo le strade

gridando il tuo nome contro lo scherno,

sono il sonno del suicida

e la cataratta di capelli immemorabili,

sono lʼattacco di libertà ai duri di cuore

e di poesia ai duri di orecchio.

La solitudine, la grazia, il sorriso

che risponde al tuo sorriso

dalle profondità della biologia

di un travaglio e gioia

a cui solo i battiti del cuore del ditirambo si avvicinano,

solo lo strimpellio dellʼanima del cosmo definiscono.

Non siamo in questo mondo

tanto tempo fa

ebbe fine:

il mondo la guerra la guerra mondiale.

Ti tenni per mano

per attraversarlo

la più piccola mano, la più piccola stella.

(1984)

www.casadellapoesia.org

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